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Stromboli: pomelie per orientarsi

by Redazione

31 / 08 / 2021

Stromboli: pomelie per orientarsi
Stromboli: pomelie per orientarsi

I viaggi importanti iniziano quasi sempre con una navigazione: la schiuma delle onde, l’inventario dei venti e dei nodi, un pezzo di terra all’orizzonte.
Tornare a Stromboli, ogni volta, è stupore, è meraviglia, e si porta il carico di un inverno. Tornare ha qualcosa di straordinario, sai già che in quelle settimane succederà qualcosa di importante, si incroceranno energie, conoscerai nuove storie.

stromboli nel mare

Sull’aliscafo siedo accanto a una donna bellissima, avrà avuto cinquant’anni, la pelle scottata dal sole, come chi trascorre intere giornate al mare, lentiggini prepotenti e lineamenti delicati, per nulla turbati dall’abbronzatura insistente, non sembra affatto siciliana.
Mi chiede l’ora, capisco dal suo accento che non è italiana, inizia a parlare, a chiedermi se fosse la mia prima volta a Stromboli. Annabelle è francese, è una veterinaria, a Stromboli trent’anni fa ci è rimasta dopo aver conosciuto Andrea, lui fa il barcaiolo:
“il vulcano a volte mi opprime, a volte lo sento troppo vicino, lui c’è sempre, percepisci il suo calore in qualsiasi stagione. A volte è proprio ingombrante, ma essenziale allo stesso tempo… Poi c’è lui, sono rimasta per lui”, la fisso ascoltando ogni singola parola che sembra appartenermi:
“per chi? tuo marito?”, “no, il mare”. Ci guardiamo e ci sentiamo perfettamente uguali e innamorate, proprio di lui.

tramonto stormboli

Arrivata al porto vengo accolta dall’energia del mattino isolano, che subito riconosco: dai pesci saltellano sulla banchina, con gli occhi fissi, pronti per essere venduti, sono le otto, l’orario perfetto.
Il mio sguardo percorre tutto il molo fino alle spiagge di Scari e in fondo Forgia Vecchia, che costeggiano l’approdo, ed è sempre la stessa scena: ciottoli lavici e gare di tuffi.

Stromboli alba

Inizio da subito a sentirmi leggera, come i gas che Iddu* emana sbuffando, mi ipnotizza, cammino per le stradine in salita e lo ritrovo sempre accanto, chiaroscuro, nero fuliggine a chiazze verde foresta, lo fisso e immagino che i protagonisti del romanzo di Verne a un certo punto sbuchino fuori dal cratere.

villaggio picche rovesciato

Stromboli è invadente e sotterraneo, ha un cuore longevo e un’anima nera, riesce a insinuarsi, a curare qualsiasi ferita, a suggerire la via della creatività, che siano parole, balli sfrenati, apnee preziose, albe lussureggianti, foto che fremi di scattare o quelle dell’attimo giusto.

omelie largo

Quando sbarco sull’isola, mi accorgo subito che non vorrei essere altrove: Stromboli è un approdo sicuro dopo un lungo inverno, dove potersi abbandonare senza freni alla bellezza e alla libertà.
Le pomelie sono l’unica bussola per orientarsi, il loro profumo è ovunque, non sono necessari piani o programmi ovunque si desideri andare, con Iddu sopra la testa, il blu imperante a ogni risveglio.
L’isola predispone alla classificazione dei colori, nei blu ci si sofferma. Ci sono quelli che sfociano nell’acqua marina e confinano con il verde, quelli che segnano le linee d’orizzonte tra mare e cielo, i blu che uniscono, separano, mescolano, il blu quello tenebroso nella notte isolana che non lascia scampo alla bellezza e all’incantesimo e ti riporta alla limpidezza di un cielo di Patagonia.

ombra e tetti bianchi

Un giro a Piscità, la parte occidentale dell’isola, dove ci si può rifugiare in diverse calette rocciose, come Scalo Balordi, le Grotte di Eolo che quest’anno la marea, finalmente, ha reso praticabili, fino ad arrivare a Spiaggia Lunga dove vedi calare il sole e al ritorno, verso oriente, si fa tutto nero e trovano spazio solo le stelle.

stromboli dalla finestra_cammina

Dal mare sento salire il vapore e il calore di una lunga giornata, si comincia a scorgere il fuoco che taglia il versante del vulcano, il fuoco è lì, c’è sempre anche quando non lo vedi. Stromboli di notte si popola di voci sottili, di incontri, di intimità, di bicchieri che si sfiorano e di brace fumante di pesce arrosto, di passi e piedi nudi consumati, la notte è un invito esclusivo ad alzare gli occhi al cielo, ogni notte è un evento di esplosione e luce, di proiezione di lava lanciata verso il cielo e di piccole meteore dirette in mare.
L’alba sull’isola è una promessa: è un bagno a due, Stromboli e Strombolicchio nella Spiaggia di Puntalena, che si fissano luccicanti e dorati dai primi raggi, è salire fino alla Chiesa di San Vincenzo grondando acqua e sale, lasciando le tracce e disegnando un itinerario, fare colazione da Ingrid o al Canneto con granita di mandorle e gelsi con gli occhi abbagliati, fare scorta di cuori di capperi per la dispensa.

lumini e scale per i mare

La giornata ricomincia, arrivare in cima a Iddu è una conquista. Mi ritrovo in una lunga fila indiana di esploratori e piccole luci, un mix di paura, sgomento e adrenalina.
Arrivata alla vetta, così nera ed evanescente, lo sguardo mira gli orli brulli del cratere e la sciara del fuoco, le esalazioni sottomarine e la cenere riempiono le narici e il viso, al di là dell’immaginazione, arrivare in cima è l’ascesa al cuore della terra.

picche e omelie

L’isola è un invito alla ricerca, che sia un classico tesoro, uno scoglio segreto, una medusa o la ricerca delle proprie origini, della celebrazione della lentezza. A Stromboli non ci si può esimere dalla ricerca. L’isola ha un potere catartico, perdona tutto con la sua aria intransigente, rinforza gli orli delle vele, ne aggiusta la direzione, cede il passo a un lieve scirocco, dopo mesi di tramontana, lascia spazio a storie bellissime.

* (così chiamano il vulcano gli isolani: Lui)

Mariangela Insana

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