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Scicli e la filosofia della cucina – Intervista al Consiglio di Sicilia

by Redazione

09 / 06 / 2021

Scicli e la filosofia della cucina – Intervista al Consiglio di Sicilia
Scicli e la filosofia della cucina – Intervista al Consiglio di Sicilia

Consiglio di Sicilia, è un intimo e curato ristorante siciliano a conduzione familiare ricavato dalla ex casa della nonna dello chef Antonio, a Scicli.

Nel suo vissuto, quale sensazione caratteristica attribuirebbe al concetto di mediterraneità?

Per me, mediterraneità richiama le sensazioni di solarità, freschezza, semplicità, sapidità e spontaneità.

Quale la prima immagine o emozione che questo concetto richiama nel suo immaginario?

 

cartello consiglio di sicilia
Ph. Marcello Bocchieri

 

La parola mediterraneità accende nella mia mente queste immagini: roccia calcarea come quella dei monti Iblei, scogli come quelli della Spaccazza a Costa di Carro nel territorio di Scicli, agavi in fioritura, erbe spontanee (timo, nepitella, origano selvatico), vento che profuma di mare, genti culturalmente unite dal mare.
 

foto esterno ristorante
Ph. Marcello Bocchieri

 

Nella sua professione, e nel mondo che vi gravita attorno, cosa per lei determina o può rappresentare la mediterraneità?

 
Il sapore, prima di tutti.
Il Mediterraneo per me è un sapore: intenso, fresco, sempre riconoscibile.
Vi sfido ad assaggiare una ricciola pescata nel Mar Mediterraneo, e poi assaggiarne una pescata in qualsiasi altro mare: c’è un abisso.
 

fot ointerno ristorante
Ph. Marcello Bocchieri

 

Esistono degli ingredienti particolari che non possono mai mancare nella sua cucina e che dunque contraddistinguono il suo stile e creatività?

 

piati siciliani
Ph. Marcello Bocchieri

 

L’olio di Tonda Iblea: dai nostri ulivi di Chiaramonte Gulfi viene un olio spettacolare.
Ma poi ci sono tutte le erbe aromatiche spontanee, il pomodoro, e soprattutto il datterino di Scicli, il pesce del Mar Mediterraneo, dallo spada, al tonno rosso, sarde, sgombri, gamberi rossi di Mazara e molti altri. Sempre dalla nostra terra, e in particolare dal mandorleto in contrada Lincino, a Scicli, ci sono delle mandorle strepitose e uniche, e infine, gli agrumi. Amo definire limone e arancio lo Chanel numero 5 della mia cucina.

Più tradizione o innovazione? Nella sua interpretazione del mondo del food, a quale delle due fa più riferimento?

 
Se può esserci innovazione pur restando nel perimetro tradizione, è la ben venuta. Non amo i tecnicismi fini a sé stessi, ma concepisco l’innovazione solo si messa al servizio e al supporto della valorizzazione territoriale, non solo per il cibo, ma come ogni forma culturale.
Abbiamo il dovere di ricordare che spesso, una tradizione, può essere raccontata anche come un’innovazione di successo che ha prevalso nel tempo su altre pratiche meno efficienti.
 

cannolo siciliano
Ph. Lenny Pellico

 

Se dovesse definire in poche parole il concetto di ospitalità, come lo descriverebbe?

 
Per me ospitalità significa occuparsi della felicità a 360° delle persone tue ospiti, per tutto il tempo che trascorrono sedute ai nostri tavoli (un ringraziamento speciale a Brillat-Savarin).

Provando a pensare alla sua esperienza, può scegliere per noi un luogo elettivo che ha suscitato un movimento speciale delle sue emozioni, il cosiddetto “luogo del cuore”?

 

tavoli fuori ristorante
Ph. Marcello Bocchieri

 
Il mio luogo del cuore è la campagna iblea che si affaccia sul mare.

Filosofia e cucina. Cosa in particolare dei suoi studi di filosofia ha portato nella sua professione di chef?

 
L’arte del dubbio. L’obbligo della verifica. Mai fermarsi su una certezza. Curiosità di ciò che è nuovo e di ciò che non so. Stile Ulisse di Dante (“fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza”).

Sobrietà o esuberanza quale delle due qualità descrive meglio voi e la vostra cucina?

 
Sicuramente la sobrietà. Uno scrittore newyorkese che ci apprezza e frequenta spesso Il Consiglio di Sicilia ci ha detto: «Vestite di eleganza la semplicità».
Poi l’ultima volta che è venuto a pranzo ha precisato: «Chef devo fare una rettifica: voi vestite di autentica eleganza la semplicità». È una frase che ci rende felici e che cercheremo di meritarci sempre.
 

Consiglio di Siclia
Ph. Marcello Bocchieri

 


Bio


Il Consiglio di Sicilia, ristorante di mare a Donnalucata, nasce da un atto d’amore e vive nutrito da quello stesso spirito. Un tempo casa della nonna dello chef Antonio Cicero, l’edificio in cui si trova il ristorante oggi esprime la quintessenza dell’ospitalità siciliana. Fin dall’apertura nel 2008, ospitalità e felicità costituiscono l’anima del nostro angolo di paradiso qui a Donnalucata. Non vediamo l’ora di darvi il benvenuto come nostri ospiti – sia che si tratti della vostra prima volta o di un gradito ritorno – e aiutarvi a costruire un piacevole ricordo della vostra esperienza siciliana.
In cucina, lo chef Antonio Cicero crea piatti raffinati che rappresentano appieno quella filosofia di semplicità vestita di eleganza che caratterizza Il Consiglio di Sicilia. Gli ingredienti – con predilezione per il pesce locale – sono presentati con sobrietà: uno stile che intrinsecamente parla del territorio e di alta qualità, al di là di qualunque tendenza del momento

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