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SARA LA NERA E LA CAMARGUE

by Angelo Ferrillo

30 / 04 / 2021

SARA LA NERA E LA CAMARGUE
SARA LA NERA E LA CAMARGUE

Santa Sara

Tradizione e storia di un luogo sono elementi fondamentali per ritrovare le radici di un popolo e sono da ricercare nella cultura del territorio e per quanto si possa essere di indole girovaga, le radici non mentono e ci riportano sempre alla memoria.

Non si esimono da questa dinamica nemmeno i gipsy, che lungo il loro girovagare una volta all’anno si riuniscono a Saintes-Maries-de-la-Mer per omaggiare Santa Sara e per far fronte alle loro radici.

La leggenda di Santa Sara, la madonna nera

Leggenda vuole che Santa Maria Iosè e Santa Maria Salomè, dopo la resurrezione di Cristo, insieme a Maria Maddalena, abbiano lasciato la terra santa a bordo di una piccola imbarcazione senza remi, portando con loro la serva.

Approdate lungo le coste della Camargue, daranno il nome alla famosa città, patria dei gitani, luogo in cui ogni anno il 24 e 25 maggio si compie la magia.

Sara Sara 1

La processione

Una magia che vede la madonna nera uscire dalla cripta di Santa Sara e, accompagnata in processione dai guardiani (16 cavalli bianchi), raggiungere la spiaggia per poi essere immersa tre volte in mare per purificarla (carica di energia negativa dell’anno trascorso)

Balli, canti, abbracci, buon cibo e fiumi di vino e birra. Si vivono questi momenti che uniscono sacro e profano, con un equilibro di convivenza incredibile.

In questo periodo dell’anno, appena finita la migrazione dei fenicotteri e con i cavalli in amore, il turismo della Camargue fermenta e Saintes-Maries-de-la-Mer si popola di curiosi ed estimatori delle processioni tradizionali sacre.
Benché Santa Sara non sia mai stata riconosciuta tale da nessuna confessione religiosa, la processione viene tenuta dal Cardinale e rispecchia tutti i parametri delle processioni e feste religiose alle quali la storia ci ha abituati.

Santa Sara 2

Le comunità gitane dei Manouches, Coradores, Sinti e Rom fanno un vero e proprio pellegrinaggio per poter omaggiare “Sara la Nera”, percorrendo migliaia di chilometri. Questo evento oltre ad avere una valenza religiosa è qualcosa di unico, perché questi diversi ceppi di popolazione difficilmente si incontrano.

Tanti sono i riferimenti nella musica, nel cinema, nelle arti visive che ci riconducono a questo popolo di girovaghi, e vivere da vicino questo evento unico nel suo genere è un’occasione per comprender ancor meglio la loro cultura.

Latcho Drom, il film documentario di Tony Gatlif del 1993 ci fa rivivere 1000 anni di cultura rom in questo viaggio incredibile dalle Indie fino alla Spagna, dove è possibile vedere e vivere questa festa, come è giusto definirla. Ma nulla sarà come viverla in prima persona.

Santa Sara 3

La musica

Il viaggio per raggiungere questo luogo magico è già di per sé una esperienza eccezionale.

Da Arles si imbocca la statale per Saintes-Maries-de-la-Mer,  e lungo la strada siamo raggiunti dai profumi e dai colori che diventano sempre più intensi, fino ad avvolgere l’abitacolo.

Il senso di libertà di una cultura così girovaga si propaga dappertutto e anche la natura stessa ne beneficia. Certo, sembra esagerato pensarla in questo modo, ma se non vivete questa esperienza unica nel suo genere non potrete mai capire quanto la mediterraneità di un tale evento ti entri dentro, con la sua storia e la sua tradizione.

la chiesa

La processione di Santa Sara

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