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Mercato di Rialto: la Venezia local!

by Elisabetta Rossi

13 / 12 / 2020

Mercato di Rialto: la Venezia local!
Mercato di Rialto: la Venezia local!

Non si può dire di aver davvero conosciuto una città se non ci si è avventurati alla scoperta del suo mercato! Per questo a chi mi chiede “che cosa vedere a Venezia” consiglio sempre di scegliere un giorno della settimana in cui puntare la sveglia molto presto e andare a visitare il Mercato di Rialto! Quindi, tutti i sensi all’erta, per non perdere nessun dettaglio dell’esperienza.

L’arrivo più suggestivo al Mercato, resta per me quello via acqua: partendo da Piazzale Roma o dalla Stazione S. Lucia con il vaporetto. Il segnale di arrivo è la voce del marinaio che urla il nome della vostra fermata:  “Rialto Mercato, Rialto Mercato”. Sulla destra, mentre ci si avvicina all’imbarcadero, scorrono prima la pescheria, forse ancora parzialmente nascosta dai grossi teloni rossi, e poi i banchi in file ordinate del mercato ortofrutticolo.

La storia del mercato

Scesi dal vaporetto, il Mercato di Rialto comincia a svelare parte della sua storia. Prima di farvi incantare dalle bancarelle vi consiglio una passeggiata nei pressi del mercato, attenti a tutte le scritte sui famosi “nizioleti”, le indicazioni stradali dipinte sulle pareti.

All’origine di Rialto ci sono un gruppo di terre asciutte che circondavano una stretta ansa del Rivus Altus (in italiano: “canale profondo”). È solo nell’810 che la zona assunse il ruolo centrale che la contraddistingue ancora oggi: rimasto ultimo baluardo venetico nel corso della fallita invasione dei Franchi, si guadagnò il ruolo di sede politico-amministrativa della città. Dal 1097 la sua vocazione cominciò gradualmente a mutare: con lo stabilirsi del Mercato, Rialto diventa sinonimo di zona del commercio.

L’attuale aspetto della zona di Rialto risale comunque al Cinquencento. La maggior parte degli edifici più antichi infatti furono distrutti da un incendio nel 1524.

La toponomastica racconta la configurazione storica del Mercato: l’Erbaria, ora una delle zone preferite dai veneziani per l’aperitivo, indicava la zona dedicata alla vendita degli ortaggi che arrivavano dalle isole della laguna e della terraferma; la “Naranzeria” doveva il suo nome allo scambio di arance e altri agrumi; accanto alla Pescaria c’era la Beccaria, area dedicata alla macellazione degli animali. E poi la Casaria, la Ruga dei Oresi (orefici) e la Ruga dei Spezieri (i venditori di spezie).

La “Pescaria”

Il rumore delle cassette sbattute a terra ed impilate, il suono secco dei coltelli. Le urla dei pescivendoli che magnificano la loro merce, l’accalcarsi di pensionati e turisti curiosi. Questi i suoni che vi attireranno in breve tempo verso l’area della Pescheria.

Non fatevi intimorire dagli sguardi di chi vi riconosce immediatamente come turisti. Avvicinatevi ai banchi e tenete le orecchie tese per rubare i segreti e le ricette che i pescivendoli svelano ogni tanto ai clienti affezionati.

Qui la Loggia è l’elemento architettonico più originale. Realizzata in stile gotico nel 1907, si armonizza perfettamente con gli edifici circostanti di epoca anteriore. Il dettaglio più curioso sono i capitelli delle colonne, ornati con soggetti diversi ma legati al mondo del mare: barche, pesci, cavallucci marini.

Tra la Loggia e il resto del Mercato di Rialto un altro dettaglio vi porterà indietro nel tempo: una stele di marmo contiene infatti le indicazioni sulle lunghezze idonee alla vendita di varie specie di pesce.

Dopo un giro nella vita veneziana e nella sua storia, sgusciate fuori dalla confusione delle bancarelle e fermatevi in uno dei bar nelle immediate vicinanze. È il momento perfetto per un aperitivo, in cui non può mancare un cicchetto di pesce freschissimo! 

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