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L’isola senza nome

by Redazione

23 / 08 / 2021

L’isola senza nome
L’isola senza nome
  1. Omero narra che Ulisse, durante il suo lungo viaggio di ritorno dalla guerra di Troia, sbarcò nella Terra dei Ciclopi. Spinto dalla curiosità, Ulisse raggiunse la grotta del più terribile di tutti, Polifemo, dove lui e i suoi compagni vennero catturati dal gigante e furono, inoltre, mangiati e divorati sei uomini dei dodici scelti da Ulisse per esplorare l’isola. Intrappolato con i suoi compagni nella caverna del Ciclope, il cui ingresso era bloccato da un masso enorme, Ulisse escogitò un piano per sfuggire alla prigionia di Polifemo. Come prima mossa, egli offrì del vino dolcissimo e molto forte al Ciclope, per farlo cadere in un sonno profondo. Polifemo gradì così tanto il vino che promise a Ulisse un dono, chiedendogli però il suo nome. Ulisse, astutamente, gli rispose allora di chiamarsi “Nessuno”; “E io mangerò per ultimo Nessuno”, fu il dono del ciclope”

C’era Ulisse, il signor Nessuno.
E c’è un’isola: l’innominata. L’isola senza nome.

montagna e mura

L’isola senza nome ha conquistato il mio cuore fin dal primo approdo nel suo piccolissimo porto.
Capii mesi fa, comodamente sdraiato sul mio divano di casa, che l’isola mi sarebbe entrata nel cuore.
L’ho scovata da lontano, desiderata, cercata, voluta, e infine amata.

È l’isola della solitudine, della condivisione, della gioia, della libertá, dei sorrisi, delle mani che si toccano, dei balli, dei faló, dell’amore.

distesa mare

L’isola della nicchia. Selvaggia, spartana, magica.
L’isola dell’interpretazione.
La gente è libera, nuda in spiaggia (ma anche no). La gente non ha schemi mentali e vive serena. È magica. Al buio. In mezzo alle onde del mare. Il suono risuona nella terrazza di un hotel dal colore bianco inconfondibile, riconoscibile, l’unico sull’isola.

È un’isola che non ha nulla, ma in realtà ha tutto. Qui, non hai bisogno di nulla.

mare e poesia

Inchiodata alla porta celeste di una taverna sperduta nel verde, una “poesia” greca narra la filosofia di quest’isola:

Non esiste segnale qui.
Non è mai esistito nessun segnale qui.
Non dimentichiamolo mai. Teniamolo sempre a mente e diffondete il messaggio a tutti.
Non esiste segnale qui.
Vieni con me e imparerai cose che non hai imparato mai.
Non c’è segnale sulla nostra isola.
Non ne abbiamo mai avuto bisogno.
Se cerchi segnale, puoi trovare un’altra isola.
Qui non funziona internet e non c’è segnale sulla spiaggia.
Non esistono le radiazioni sulla nostra isola.
Se lo vuoi cotto il tuo cervello, prendi la nave e cerca un’altra isola.
Non esiste Instagram qui. Nemmeno Facebook.
Credi che abbiamo perso qualcosa, anni e anni di una vita?
Cosa ti ho detto? Non esiste segnale qui.
Qui, non hai bisogno di nulla.
Guarda un po’ vicino a te, e vieni a sederti in compagnia”

Ebbene si. È un’isola lontana dal mondo, inesplorata, cosí vicino al cuore di 200 abitanti e a tutte quelle persone (poche) che riescono a raggiungerla in gran segreto, dettati dalla voglia irrefrenabile di libertà.
 

terrazzo terrazzo

 

Perché il segreto di quest’isola è non avere un nome ed essere dimenticata dal mondo. Ma il suo cuore pulsante racconta una vita che nessuno puó immaginare. La spiaggia, il sonno sotto le stelle, il bagno nel freddo mare al tramonto, l’orizzonte infinito e qualche “ciclade” sperduta qua e la. Qui vivi gli attimi e lo scorrere del tempo lento.

tramonto mare

Canti tradizionali ellenici risuonano nella piccolissima piazzetta dell’isola. Tra le stradine strette, i panni stesi e la leggera brezza del vento, fra gatti per strada che cercano attenzione, un’eco di gioia pervade l’anima di tutti. Un ristorante a conduzione familiare riesce a catturare l’attenzione di molti. I figli piccoli sparecchiano i tavoli, servono falafel caldi, moussaka e forse l’ennesimo piatto di feta (o Halloumi) che non guasta mai.

fabio tramonto

Sembra non avere mai fine il tempo qui, come se fosse tutto immobile in un paradiso incontaminato dalle ansie quotidiane di una qualche città cosmopolita.
Il tempo è scandito dal rumore delle onde, dai tuffi nel mare senza il costume e dal suono assordante del silenzio. Il cielo è pieno di stelle, bellissime. Vivissime. Vicine. È l’isola dell’attitudine.

mare e montagna

E come il ciclope, se qualcuno mi domanderà: “quale isola è stata a provocare tutte le sensazioni descritte in questo testo?” io risponderó: “nessuna”.

mare mare

Fabio Tameni

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