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LE ISOLE PONTINE, GEMME DEL MEDITERRANEO

by Manuela Vitulli

14 / 10 / 2020

LE ISOLE PONTINE, GEMME DEL MEDITERRANEO
LE ISOLE PONTINE, GEMME DEL MEDITERRANEO

Il blu intenso che vira verso l’azzurro e poi verso il verde. Il sale sulla pelle, il vento tra i capelli. Quella inconfondibile sensazione di spensieratezza e libertà. Questo è per me il Mediterraneo. Non solo un luogo, bensì un atteggiamento, uno stile di vita che sento completamente mio. Da sempre. Va da sé che negli ultimi anni le destinazioni che scelgo per le vacanze seguono sempre lo stesso fil rouge: il Mediterraneo. Che più che fil rouge definirei un’immensità nelle varie tonalità del blu, all’interno della quale – o lungo la quale – sono incastonate delle gemme.

In questo articolo vi consiglio proprio tre gemme del Mediterraneo, che ho avuto il piacere di visitare in barca a vela quest’estate: Ponza, Palmarola e Ventotene. Queste tre isole fanno parte dell’arcipelago delle isole pontine (anche dette ponziane), facilmente raggiungibili sia dal Lazio che dalla Campania. Molto diverse l’una dall’altra, mi hanno folgorato per la ricchezza paesaggistica, ma anche per il fascino delle leggende legate alle varie vicissitudini storiche che hanno coinvolto quest’area e in particolare l’isola di Ponza, l’isola più grande. È qui che si trovano le famose “grotte di Pilato”, create in epoca romana e utilizzate come peschiere oltre che per l’allevamento delle murene, pesci considerati sacri dai romani. Trovo che queste grotte siano una splendida testimonianza dei millenni di storia racchiusi nel Mediterraneo, di cui noi stessi siamo il risultato.

Ancor più che a Ponza, però, ho trovato la mia dimensione a Ventotene, probabilmente perché più piccola e intima. Pensate che Ventotene era nota già ai tempi dei greci con il nome Pandoteira (dispensatrice di ogni cosa), un nome sicuramente legato alla sua floridezza e al fatto che fosse una tappa importante del commercio nel Mediterraneo.

E per finire c’è la più selvaggia delle tre isole, nonché quella che mi ha letteralmente rubato il cuore: Palmarola. Si tratta di un’isola quasi disabitata il cui nome deriva dalla palma nana, l’unica specie di palma di origine europea che cresce spontaneamente su quest’isola. Per la ricchezza dei suoi paesaggi incontaminati, Palmarola è considerata tra le più belle Riserve naturali del Mediterraneo. Io la ricorderò per sempre anche per uno dei tramonti più incredibili di sempre, vista mare, al ristorante O’ Francese. Semplice e verace, è l’unico ristorante dell’isola e vi si può accedere solo arrivando direttamente nella caletta col tender. Guardare il sole tuffarsi nel mare da qui, credetemi, è poesia pura. È la massima espressione del Mediterraneo.

E più passa il tempo e più lo avverto, quel forte richiamo alle radici e a tutto quello che il nostro Mediterraneo ha da offrire. Saranno gli anni che passano, sarà la crescente consapevolezza che quel che mi circonda è unico e speciale, ed è apprezzato in tutto il mondo. Sarà merito di questo mix di fattori se mi sento sempre più legata a questa meravigliosa culla chiamata Mediterraneo, che ci avvolge e ci protegge, influendo positivamente sul nostro modo di vivere e pensare.

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