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Le forme della bellezza – Intervista a Lavinia Fuksas

by Redazione

21 / 05 / 2021

Le forme della bellezza – Intervista a Lavinia Fuksas
Le forme della bellezza – Intervista a Lavinia Fuksas

Forme architettoniche e scultoree che tagliano e inglobano lo spazio, pezzi unici realizzati in oro, lavorati con smalti, smeraldi, lapislazzuli, onice e malachite, diamanti. Gioielli sostenibili, certificati ‘conflit free’ e sviluppati in 3 D. Abbiamo incontrato Lavinia Fuksas, erede di una delle maggiori archistar del mondo, Massimiliano Fuksas.

In che modo pensi che la mediterraneità entri nel tuo quotidiano?
e come condiziona il tuo modo essere?

Penso che la mediterraneità mi appartenga in diversi modi; sono nata in Francia e cresciuta in Italia, la cultura mediterranea l’ho nel sangue e in ogni sfaccettatura del mio modo di essere.

Ho passato molto tempo all’estero, ma alla fine una sensazione di nostalgia mi riportava sempre indietro, e la mia scelta è stata di costruire la mia vita e la mia professione in Italia, perché è qui che si radica il vero saper fare della tradizione artigianale, della manifattura e della manodopera di precisione e creatività. Attenzione, cura, eleganza e creatività, caratterizzano da sempre la storia della produzione italiana.

orecchini
Ma soprattutto, la semplicità. La semplicità è l’ingrediente principale che in modo eccezionale riesce sempre a sintetizzare tutto il resto. Come se ogni risultato fosse sempre la conseguenza più naturale e spontanea che si potesse ottenere dal proprio lavoro.

A livello creativo e progettuale, la mediterraneità è una fonte di ispirazione o un condizionamento stilistico nel tuo lavoro?

Il mio animo mediterraneo si esprime ogni volta che produco e creo qualcosa, per l’amore e la cura che metto in ciò che faccio e l’ispirazione che arriva da lontano, da una tradizione che vive in me e che rappresenta il mio retaggio culturale.
Metto tutta me stessa in ogni cosa che faccio e curo ogni aspetto, del contenuto e della forma, del materiale e dell’immagine. Mi piace seguire l’intero progetto dall’inizio alla fine, per impadronirmi e comprendere a 360° lo sguardo d’insieme dall’idea alla sua realizzazione.

E se parliamo di brand, significa curare mille particolari, avere 50 progetti in uno, e coordinarli sotto un unico principio.
Ma come ogni italiano, sono curiosa, desiderosa di imparare per fare e fare per imparare.

collana
Ho immaginato la conformazione di Pantelleria e le sue strade, e su di essa ho creato la mia collezione, fatta di stratificazioni e sovrapposizioni, di incroci e incastri.
Gli orafi e gli incastonatori lavorano con sapienza sui miei disegni trasferendo in forma materica il progetto composto da immagini, sogni, geometrie e metriche simboliche.

Un esempio di arte mediterranea?

La più rappresentativa è sicuramente la sartoria.
La sartoria può esser considerata a pieno titolo un’arte. Un’arte mediterranea. Pensiamo anche al ricamo, all’abito maschile, ai marchi, alla cravatta. In Sardegna viene prodotto un tessuto fatto di un’alga che si trova solo lì, totalmente sostenibile, cui le vecchie signore del posto confezionano ricami e pizzi.

cavalletta
L’eleganza femminile, la mediterraneità, la coerenza e la condivisione… cosa pensi?

Ho un’idea di eleganza ben precisa. Per me l’eleganza sta prima di tutto nel portamento, nella grazia.
Nel sorriso, nello sguardo, in ciò che scegli di indossare, nelle parole che scegli di pronunciare. Sapersi confrontare, saper osservare chi ti è di fronte e capire quale il modo giusto per rapportarti. Cercare ciò che rende speciale ognuno. Anche questa per me è eleganza.
Anche per questo il concetto di eleganza per me è strettamente collegato con quello di ospitalità.

L’ospitalità per me è fondamentale.
Amo prendermi cura delle persone, accogliere. Sempre e comunque. La vera educazione sta nel non far notare la mancanza di educazione altrui.
Non mettere mai nessuno a disagio.
Anche il mangiare bene fa parte dell’educazione. Ciò che consumiamo è in parte anche ciò che siamo, amo prendere la frutta e la verdura al mercato scegliendo con cura.
Allo stesso modo il bere bene, il buon vino, un buon superalcolico. Amo particolarmente il gin, e il mio cocktail preferito è proprio a base Gin Mare, mandarino, peperoncino e acqua frizzante.

anello

 

Rappresenti una icona del lifestyle. Potresti individuare una caratteristica tipica del lifestyle mediterraneo che la contraddistingue dal resto del mondo?

La caratteristica più mediterranea del lifestyle mediterraneo è il saper vivere, conoscere e ricercare la qualità di vita.
Come poter scendere sotto casa con un bicchiere di vino in mano e sederti a bordo marciapiede come facevano i vecchi pescatori sulla piccola seggiola davanti a un panorama qualsiasi della nostra magnifica terra.

Quali sono i tuoi luoghi del cuore?

Ho vissuto per brevi periodi in diverse città del mondo. A Roma, Parigi, tanto a Milano, tanto a New York, un po’ a Londra.
Ma Milano è la città che più mi rappresenta, dove mi sono formata, e dove ho trascorso gli anni che hanno stabilito chi fossi e cosa volessi fare.
Ricordo soprattutto con molto affetto la mia prima casa a Milano, affacciata sul naviglio grande, accanto a un ponte c’era una piccola zattera di legno e lì andavo con il mio primo grande amore a leggere e a scrivere di notte con un drink al MAG, portandomi poi a casa i bicchieri di vetro.

orecchini lisci

Un altro posto mi fa battere il cuore, il Chiostro del Bramante a Roma, dove ho continuato a godere del bello quotidianamente. Andavo lì a studiare nei pomeriggi assolati, da sola, in mezzo a opere incredibili e illuminati da una luce commovente.

E confesso che proprio in virtù della mia italianità e mediterraneità, ho sempre ricercato in ogni città la dimensione del paese: casa mia a Parigi era nel Marais, a Milano prima sul Naviglio, poi in Brera, a New York ero a SOHO.
Noi italiani abbiamo bisogno del contatto umano, di qualcosa che riesci a toccare, a capire facilmente e chi ti dà subito un’emozione.

Pensando ai materiali e ai metalli preziosi, qual è quello che rappresenta la mediterranietà, in forme e colori?

Il materiale che prediligo e utilizzo di più è l’oro. L’oro ha una lunga e storica tradizione italiana. I Distretti orafi più antichi e famosi al mondo sono della nostra terra.
Da sempre io offre anche un servizio di upcycling: i clienti possono portare dei loro pezzi che poi vengono ripensati e ridisegnati assieme o rifusi, per creare qualcosa di nuovo.
Perché per me è importante mantenere viva la tradizione della lavorazione, ma anche il concetto di valore intrinseco del metallo stesso.

orecchini rombi verdi

L’oro è un bene di rifugio, in qualsiasi tempo e momento storico, acquistare un oggetto d’oro significa fare un investimento che durerà per sempre. E non si deprezzerà mai.
Una scelta e una filosofia di vita che si può adottare in tutto, comprare poco, ma comprare bene. Evito il più possibile il fast fashion perché non condivido né l’identità creativa che hanno questi marchi, né i processi produttivi cui fanno riferimento. Si perde il valore del lavoro sia di chi disegna e crea, sia di chi produce. Oggetto di consumo è il capo, ma lo è anche il tessuto e il designer.

C’è anche una pietra che associo tanto all’Italia, anche se non di origine prettamente italiana: la Tormalina Paraiba, dai colori del mare. Ho fatto solo un pezzo con quella pieta, che è una riedizione di un mio vecchissimo gioiello iconico. Ne verrà fatta un’asta e il ricavato andrà in beneficienza.

foglia con anello


Bio

Cresciuta in un ambiente culturale attivo, Lavinia Fuksas, figlia della celebre coppia di architetti Doriana e Massimiliano, si interessa sin dai primi anni di studio alla commistione tra arte e moda. Affianca alla formazione in materia economica presso l’Università Luigi Bocconi di Milano esperienze lavorative in galleria d’arte, collaborazioni con aziende emergenti e maison di moda (Azzedine Alaia) e corsi di formazione presso la Central Saint Martins di Londra e lo studio Mode di Parigi. Ha inseguito frequentato la Parson School of design, conseguito un master in fashion Design in Marangoni e architettura a Parigi. Attualmente lavora come designer e business developer presso lo studio Fuksas e ha il suo brand di gioielli di cui ha fatto il lancio lo scorso 23 novembre.


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