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La mediterraneità è l’insieme dei linguaggi del design

by Redazione

18 / 05 / 2021

La mediterraneità è l’insieme dei linguaggi del design
La mediterraneità è l’insieme dei linguaggi del design

Francesco Meda, 37 anni, designer italiano con lo studio centro nevralgico di questo mondo: via Savona, ovviamente a Milano.
E Francesco ci conferma che è in Brianza, e nel nord Italia in genere, che ci sono le più importanti aziende di mobili e complementi d’arredo. Ed è proprio da noi che è molto radicata la cultura dell’avanguardia nel design. Milano offre un indotto incredibile per i designer, quindi, dopo aver fatto passare due anni, il tempo giusto per poter chiamare tale un’esperienza, ho fatto i bagagli e ho salutato Londra. Quello che cercavo ce l’avevo a casa.
 

bridge_meda

 

Come la sua quotidianità, comprende e fa parte del mondo della mediterraneità?

Il fatto di essere italiano e di vivere in questo Paese condiziona notevolmente il mio modo di essere, la mia professione e la modalità con cui i due ambiti si collegano.
Come è speciale la connessione tutta italiana che collega artigianato e industria convergendo nel mondo del design, il mondo dove questa connessione viene esaltata nella sua massima espressione qualitativa.
Un’interazione di eccellenze e specializzazioni, dal tessile, alla moda e gli accessori, dai materiali, all’oreficeria, la ceramica, l’arredo e i complementi; poter accedere direttamente al know how specialistico e storico dei distretti produttivi, come ad esempio il Distretto della concia e della pelletteria o del marmo in Toscana, il Distretto del vetro, a Murano, è un vantaggio competitivo eccezionale. Poter accedere alla scienza dei mestieri che ci rende unici al mondo, offre possibilità di sperimentazione e intersezioni tra settori che favoriscono creatività e originalità: il passaggio dal prototipo di bottega alla produzione industriale è più breve e controllato.
Ecco perché sono sempre i numerosi i talenti stranieri che vengono realizzare i loro progetti nel nostro Paese.
 
distretto carrara
 
pigreco
 

A livello creativo e progettuale, può considerare la mediterraneità una fonte di ispirazione o un condizionamento stilistico?

L’ultima esperienza lavorativa cui mi sono dedicato è quella con Molteni Dada; ispirandosi alle coordinate cartesiane, abbiamo progettato un nuovo sistema funzionale, modulare e flessibile dove ogni accessorio da cucina trova il suo posto, rimanendo sempre a portata di mano.
Un progetto di forte ispirazione mediterranea, improntata all’esaltazione della convivialità caratteristica del vivere la casa italiano, dell’ospitare.
 
schizzi dada molteni meda
 
Questo sistema che viene inserito in tutte le cucine della collezione, implementa la funzionalità, la comodità e la possibilità di semplificare i gesti della preparazione e della condivisione; ci sono mensole, taglieri, binari dove scorrono gli accessori, un piano sempre disponibile per quando vengono amici a casa.
 
cucina meda
 
Una costellazione di funzioni che fanno vivere la cucina in modo diverso, ma donano anche un’estetica diversa.
Le parti metalliche avranno un effetto più industriale, mentre il legno scalderà l’ambiente creando un effetto materico casalingo e di confort.
L’obiettivo? Creare flessibilità, offrire diverse possibilità di interpretazione alla stessa cucina, che veste un abito diverso a seconda del momento, della situazione, dell’ospite, del nostro umore. La casa italiana, la casa mediterranea.

Il mio concetto di ospitalità.

Il concetto di ospitalità richiama nel mio immaginario la possibilità di poter vivere un ambiente che non è il tuo, nel modo più naturale e semplice possibile.
Quando ti senti a tuo agio, quando l’ospitalità è discreta, ma avvolgente, elegante, ma sobria, quando ti senti coccolato, ma senza forzature, senti di poterti lasciare andare e godere di quella sensazione di benessere e libertà, che solo un buon ospite sa offrire.
È molto difficile trovare la giusta proporzione degli ingredienti che fanno dell’ospitalità, una perfetta ospitalità; l’equilibrio ideale è la garanzia del business di ogni hotel, struttura di accoglienza, ristorante.
È importante avere una sensazione chiara e spontanea, quella che racconta la verità del primo impatto.
Provate a pensare se mai da piccoli vi è capitato di entrare in un negozio e aver la sensazione di sentirvi piccoli e inopportuni. Ecco, un esempio del contrario dell’ospitalità.
 
salotto meda
 

Ci sono differenze caratteristiche tra la scuola del Design tipica dell’area mediterranea e quelle degli altri Paesi dove ha studiato e praticato?

Non faccio fatica ad individuare subito una caratteristica distintiva e tipica: la facilità con cui si può raggiungere le competenze territoriali.
Il nostro territorio è popolato allo stesso tempo da maestri artigiani e realtà industriali che lavorano a fianco, in modo connesso e fluido.
La forte attitudine alla progettualità guida il professionista italiano, i giovani soprattutto.
In Olanda, ad esempio, c’è un tessuto produttivo, un po’ strutturalista e chiuso; il concetto di filiera si diluisce in unità produttive a sé stanti. Il risultato è una costellazione di tanti mini brand indipendenti.

Noi vogliamo conoscere, comprendere e apprendere il saper fare che caratterizza una produzione tipica, collegarci con l’esperienza e la storia di prodotto, per proseguire e crescere, innovare. Un punto di partenza solido e noto, da cui partire per costruire il nostro progetto con il contributo che sentiamo di poter offrire.

Disegni un prodotto, ti avvali di un know-how di un artigiano e poi l’azienda lo distribuisce.
Un processo produttivo lineare, semplice, solido e creativo.

A livello creativo e progettuale, può considerare la mediterraneità una fonte di ispirazione o un condizionamento stilistico?

La mediterraneità è un contenitore, un insieme di tante cose: culture, linguaggi, abitudini e tradizioni infinitamente diversi. Ognuno di noi, in forma diversa, ha dentro di sé una ricchezza pazzesca.
Tutto questo, è un forte stimolo per la creatività e la fantasia, e allo stesso tempo una grande dote di adattamento e tolleranza.

Potresti portarci un esempio di arte, per te icona di mediterraneità?

Pensando ad un esempio di arte che mi richiami alla mente il concetto di mediterraneità contemporaneo mi viene immediatamente in mente JR, un artista francese che utilizza la tecnica del collage fotografico, le cui composizioni hanno sempre un forte valore sociale e politico.
Il suo lavoro ha un aspetto fortemente inclusivo e mira a creare e allargare community, incrociare diversi mondi, dal quello del cinema a quello culinario, diversi popoli e diverse idee. Come vi raccontavo prima, una caratteristica tipica dello spirito mediterraneo. Le sue opere sono fatte dalle persone.

Provando a ripensare alla sua vita e alla esperienza, può scegliere per noi un luogo elettivo che ha suscitato una speciale vibrazione emotiva? il cosiddetto “luogo del cuore”?

Io amo sia il mare che la montagna.
La Sardegna è un posto meraviglioso, dove vado da sempre molto volentieri; ma se devo scegliere, in realtà, il mio ambiente ideale è la montagna. È dove trovo la pace. Dove sento di poter godere dell’aspetto più selvaggio della natura e lasciare andare il mio spirito libero. Amo lo sci d’alpinismo, l’arrampicata, raggiungere gli spazi incontaminati e sconosciuti ai più. E no pensate sia necessario andare lontani, il primo posto incantevole e inesplorato è molto più vicino di quanto pensiate.
 
Montana Meda
 
Due anni fa ho fatto un lavoro in Messico, ed ho trovato a Guadalajara un paese incredibile, un’energia simile a quella italiana, con tante analogie. Realtà a conduzione famigliare, artigiani, grande capacità di manodopera specializzata e sapiente. Un posto che mi è rimasto nel cuore.

Tre anni fa, invece, l’ambasciata di Cuba mi aveva invitato a fare un lavoro come designer italiano. Lì ho trovato un clima pazzesco. Creatività, design, musica, arte e moda, tutto ciò che puoi pensare esplodere in un paese che sta decollando. Io mi sento magicamente bene immerso in questo tipo di realtà, forse perché parlo la lingua, un po’ perché amo stare in contatto con le persone: il Sudamerica è il luogo che mi si avvicina alla mi modo di vivere e mi sento a casa.


Bio

Nato a Milano nel 1984. Laureato nel 2006 presso l’Istituto Europeo di Design di Milano in Disegno Industriale. Il designer ha maturato esperienza a Londra lavorando presso lo studio di Sebastian Bergne e successivamente presso quello di Ross Lovegrove. Dal suo ritorno a Milano nel 2008 collabora con il padre Alberto Meda su progetti per clienti come Kartell e Caimi Brevetti. Contemporaneamente ha portato avanti i suoi progetti personali di arte e design con altre aziende e gallerie come la Nilufar Gallery, la Schoeni Art Gallery di Hong Kong, Henraux, Kartell, Rossana Orlandi Gallery, Mint Gallery di Londra, Tod’s, Ferragamo, Molteni & C, GandiaBlasco, Zucchetti. La sua collezione “Orme Cinesi”, ampiamente pubblicata, è stata esposta a Hong Kong presso il negozio Lane Crawford, ed è stata presentata dalla Schoeni Art Gallery durante la fiera Hong Kong ART 2012/2013. Nel 2013 ha co-progettato “Flap”, un pannello acustico prodotto da Caimi Brevetti che ha successivamente vinto il premio “Compasso d’Oro”. Nello stesso anno inizia la propria produzione con oggetti come lampade a led, tavoli in marmo, panche e gioielli stampati in 3D. Le lampade a ponte e la serie di gioielli 3D fanno parte della collezione del Triennale Design Museum.
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