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Isola di Tavolara: icona dell’area marina protetta

by Cédric Dasesson

22 / 11 / 2020

Isola di Tavolara: icona dell’area marina protetta
Isola di Tavolara: icona dell’area marina protetta

L’isola di Tavolara si trova nella parte nord-orientale della Sardegna. I suoi connotati morfologici e la sua presenza iconica la dichiarano figura territoriale riconoscibile paesaggisticamente e culturalmente. Si presenta come un’alta cresta calcarea e granitica posta a 565 metri sul livello del mare. La sua coda si estende come fosse una grande lingua di sabbia bianchissima con venature rosate.

Tavolara ha forma stretta, alta e allungata che assume innumerevoli profili a seconda dei punti di osservazione. La percezione che se ne ricava lungo il viaggio rigorosamente via mare è di un gigante galleggiante su un’acqua cristallina. E’ come una grande nave che definisce lo skyline dell’area marina protetta.

 

QUANDO VISITARE L’ISOLA

Durante il periodo estivo è possibile visitare l’isola con traghetti da Porto San Paolo oppure affittando un gommone, disponibile tutto l’anno, e tramite escursioni organizzate. Il fascino dell’isola e del suo contesto si evidenzia durante il resto dell’anno, quando la calca e il traffico delle imbarcazioni lasciano spazio ai suoi reali elementi dominanti: l’acqua e l’alta parete rocciosa, spesso coperta da un cappello fatto di nuvole.

 

NELL’AREA PROTETTA DI TAVOLARA E CAPO CAVALLO

L’isola fa parte dell’area marina protetta di Tavolara e Capo Cavallo, che comprende circa 15 mila ettari di mare e 40 km di costa. Vicina ad essa si trovano altre isole tutte visitabili: Molara, l’isola Piana e l’isola Cavalli.

L’isola si divide in due parti: la prima appartenente a una base NATO, con attracco esclusivo a est su Punta Timone, l’altra si rivolge a ovest con attracco pubblico sul Porto di Tavolara. All’arrivo sull’isola si viene accolti dagli unici due servizi esistenti di proprietà dei discendenti del Re di Tavolara. Proseguendo verso ovest un sentiero indicherà la strada verso una lingua di terra che pian piano si stringerà sempre di più fino ad arrivare a punta Spalmatore, il punto più estremo dell’isola. E’ da quest’ultimo che voltandosi indietro ci si imbatte sulla maestosità dell’intera isola e della sua cresta rocciosa.

La ricchezza del luogo è data dalle diverse possibilità di scoperta e punti di vista che offre. La sua unicità è palpabile in superficie, navigando sulle acque circostanti; sott’acqua, calandosi in un modo fatto di surreali trasparenze, riflessi, luci abbaglianti e relitti; e infine dall’alto, scalandone la cima a picco sul mare.

 

LA STORIA DELL’ISOLA TAVOLARA

Proseguendo l’itinerario nell’isola, a circa metà del sentiero, si potrà notare un piccolo cimitero dove riposa un’intera dinastia di Re. Ci sono tracce di civiltà in questo luogo a partire dal Neolitico. In quel periodo Tavolara era collegata alla terra ferma e a Molara. Con l’innalzamento del livello del mare si separò trasformandosi così nell’isola che oggi conosciamo.

Nel medioevo l’isola venne usata come presidio militare e in seguito prese l’antico nome di Hermaea, in riferimento a Ermete, dio protettore nei mercanti e dei navigatori.

La leggenda narra che Giuseppe Bertoleoni, giovane di origini genovesi, stanco di navigare per tanto tempo in solitaria trovò nell’isola il luogo adatto per vivere sulla terraferma. Nel 1836 vi approdò Carlo Alberto di Savoia, il quale si presentò a Bertoleoni come il Re di Sardegna e a sua volta il giovane si dichiarò Re di Tavolara. Successivamente alla visita di Carlo Alberto si dice esista una pergamena reale donata proprio dal Re di Sardegna che riconosce l’indipendenza di Tavolara, come vero regno con il suo Re. Da quel momento e ancora oggi esiste un Re su quest’isola, che si prende cura del piccolo ecosistema e dei suoi abitanti, le così dette “capre dai denti d’oro”.

La storia di Tavolara assume un connotato leggendario a seconda del ricordo legato alla sua scoperta. Grazie alle infinite sfumature di esperienze che il luogo regala al visitatore, ogni volta si racconta una storia diversa.

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